Tecniche di Respirazione & Pranayama
 
È risaputo che la disciplina dello Yoga utilizza diverse pratiche di respirazione, queste sono erroneamente conosciute con il nome sanscrito Pranayama, l’utilizzo delle pratiche di respirazione nello Yoga è fondamentale, ma è un errore definirle Pranayama per questo è molto importante sapere cosa contraddistingue l’uno dall’altro.
Vedremo ora quali sono i meccanismi che differenziano le pratiche di respirazione da ciò che in realtà nello Yoga è definito Pranayama.
 

Le funzioni del respiro
L’ossigeno è parte vitale della nostra esistenza: è importante per le funzioni degli organi interni, possiamo rimanere dei giorni senza mangiare, senza bere, ma senza respirare avremmo solo pochi minuti di vita.
Respirare è un’azione che accade spontaneamente, in altre parole si compie anche quando non ne siamo consapevoli, quindi sembra strano pensare che qualcuno ci possa dire come farlo.
Eppure, anche se respiriamo dalla nascita, la nostra respirazione è scorretta, spesso è veloce e poco profonda: quando inspiriamo, non prendiamo sufficiente ossigeno e l’espirazione non è mai completa, di conseguenza non eliminiamo tutta l’anidride carbonica, creando un accumulo tossico nel corpo. La respirazione avviene attraverso i polmoni che, al contrario di quanto molti credono, sono passivi. Infatti, Il loro movimento durante la respirazione avviene a seguito della contrazione e rilassamento dei muscoli del torace, dell’addome e del diaframma.
Senza esserne consapevoli assumiamo posture scorrette e sviluppiamo cattive abitudini come contrazioni muscolari che interessano soprattutto i muscoli del busto e delle spalle. Questi atteggiamenti posturali scorretti impediscono il movimento naturale dei muscoli intercostali e addominali che di conseguenza perdono tono e limitano le capacità polmonari rendendo il fiato corto e scorretto.
Ogni momento della vita è accompagnato dal respiro e il suo ritmo cambia con l’alternarsi dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.
Il respiro, è in grado di mostrare il nostro stato d'animo, infatti, se siamo coinvolti da forti emozioni, sarà veloce e affannato mentre se siamo tranquilli, scorrerà lento e silenzioso.
Il respiro è anche in grado di cambiare le funzioni fisiologiche e chimiche del corpo quali movimenti viscerali, battiti cardiaci e sudorazione. Ad esempio, in una situazione di pericolo, (l’incontro ravvicinato con un serpente), il nostro corpo per fuggire, ha bisogno di maggior tono muscolare e per ottenere questa forza i muscoli hanno bisogno di più ossigeno: ecco che all’improvviso il nostro respiro cambia, i battiti cardiaci aumentano, il cuore pompa più sangue che, spinto verso organi e muscoli, fornisce la quantità d’ossigeno richiesta; è messa in circolazione più adrenalina gli occhi si dilatano per avere una visione più chiara della situazione, a questo punto siamo pronti ad attaccare o scappare.
Tutto questo succede in pochi secondi e spontaneamente attraverso la funzione involontaria del respiro legata al nostro stato emotivo. E’ anche vero che la respirazione è l'unica funzione che, pur essendo involontaria e quindi “non cosciente” per la maggior parte del tempo, può essere posta sotto il controllo della volontà. 
Ne consegue che la respirazione, essendo sia conscia sia inconscia, è un buon mezzo per ristabilire la comunicazione tra queste due dimensioni spesso dissociate e in conflitto tra loro. Se la mente e le emozioni influenzano il nostro respiro, allo stesso modo, lavorando su di esso e modificandolo, possiamo influenzare lo stato mentale ed emotivo.

Ed è proprio a questo che servono le pratiche di respirazione dello Yoga, queste ci permettono di avere un maggior controllo sul respiro. Infatti, se lo decidiamo, siamo in grado di modificarne il ritmo, basta pensare quante volte già lo facciamo durante azioni che si compiono istintivamente, come ad esempio trattenere l’aria nel sollevare un peso, o mentre infiliamo il filo in un ago, come espiriamo dopo aver superato un esame o un pericolo, o com’è lento e quasi nullo quando siamo incantati.
 
Il Pranayama
Pranayama in sanscrito significa “controllo dell'energia vitale”: Prana è l’energia vitale che entra in circolo nel nostro corpo attraverso il respiro; Yama, significa sia controllare sia prolungare.
Respirare è la prima azione che compiamo alla nascita e l’ultima prima di morire. Come abbiamo già visto il nostro respiro muta in continuazione a seconda delle circostanze in cui ci troviamo. Proviamo a pensare a come cambia la nostra respirazione quando ridiamo, piangiamo, quando corriamo, quando ci soffiamo il naso, quando cantiamo, quando solleviamo un peso ecc… in ognuna di queste situazioni giochiamo con il sistema respiratorio, a volte trattenendo il respiro all’interno o all’esterno del corpo, altre volte prolungandolo o accorciandolo.
Seppure sia vero che questi sono modi diversi di respirare, non possiamo tuttavia definirli Pranayama. Infatti, la respirazione detta Pranayama non è alterata da emozioni, pensieri e desideri, ma consiste in una volontaria e particolare inspirazione controllata detta “Puraka”, in una ritenzione controllata detta “Kumbhaka” e un’espirazione controllata detta “Reshaka”.
Ne consegue che lo scopo principale del Pranayama non è quello di assumere più ossigeno ed eliminare maggior quantità di anidride carbonica, ma di tenere le attività Praniche sotto controllo e portare il praticante dallo stato di Bahiranga, in altre parole quando i sensi sono maggiormente rivolti al mondo esterno, allo stato di Antaranga ovvero una maggior introspezione, quando tutto ciò che proviene dal mondo esteriore, non distrae più. Quindi essere in una condizione dove il respiro non è influenzato da emozioni, ciò significa che non ci sono pensieri, e quando la mente è in uno stato senza pensieri, ciò è definito meditazione.
 
Benefici del Pranayama
 

I benefici del Pranayama sono molteplici.
Fra i più immediati troviamo:
  • Facilitazione della circolazione sanguigna.
  • Maggior eliminazione delle tossine.
  •  Aumento dell’efficienza respiratoria.
  • Controllo del respiro - controllo dell’ energia vitale.
  • Controllo delle emozioni
  • Rimozione delle tensioni mentali ed emozionali.
  • Sviluppo delle sensazioni di benessere fisico e mentale.
  • Aumento della sensitività e della percezione di energie sottili.

 Apprendere le pratiche di Pranayama è utile a tutti coloro che desiderano avere esperienze più intense nello Yoga, ma anche a chi, per esigenze personali o sportive vuole approfondire questa pratica.

 

 

 

 


 

 
 
  Site Map